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Soggetto: Mons. Antonio Ciliberti in processione verso la chiesa di Piccianello.
Data ripresa:
Luogo ripresa: Basilicata, MT, Matera
Via XX settembre
Collezione/raccolta:

Proprietario: Domenico Notarangelo

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SCHEDA F completa - Secondo gli standard catalografici ICCD (MiBACT)

CODICI
ID Scheda 704
TSK - Tipo di scheda F
LIR - Livello di ricerca P
NCT - CODICE UNIVOCO
NCTR - Codice Regione 17
Codice univoco locale
ESC - Ente schedatore MUV Matera
 
LC - LOCALIZZAZIONE
PVC -LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO - AMMINISTRATIVA
PVCR - Regione Basilicata
PVCP - Provincia MT
PVCC - Comune Matera
LDC - COLLOCAZIONE SPECIFICA
LDCN - Denominazione
(collezione/raccolta)
LDCU - Denom. spazio viabilistico
LDCM - Denominazione raccolta Archivio Notarangelo
 
OGT - OGGETTO
OGT - OGGETTO
OGTD - Definizione dell'oggetto positivo
QNTN - QUANTITA'
QNTN - Numero oggetti/elementi
 
SGT - SOGGETTO
SGT - SOGGETTO
SGLT - Titolo soggetto
SGTI - Identificazione Mons. Antonio Ciliberti in processione verso la chiesa di Piccianello.
SGTD - Identificazione sul soggetto Il due luglio Matera celebra la festa della Madonna della Bruna, sua patrona. Fu un Presule materano, monsignor Bartolomeo Prignano, arcivescovo della città nel 1363, divenuto papa nel 1378 col nome di Urbano Sesto, a istituire la festa per la celebrazione della Visita di Elisabetta a Maria Santissima. Quel Pontefice non dimenticò che il due luglio era la festa della città dei Sassi dove qualche anno prima era stato Presule, e scelse quella data per la ricorrenza nella chiesa latina. E’ certo allora che la festa già esisteva a quel tempo. La tradizione nacque in seguito ad un miracolo. Nella torrida estate di un due luglio di tanti secoli addietro, un carrettiere, sulla via del ritorno che lo riportava a casa, diede un passaggio sul suo carretto ad una donna molto bella ma vestita poveramente. Per evitare lo scandalo di essere visto insieme ad una donna estranea seduta a cassetta al suo fianco, il contadino la invitò a scendere appena giunti in prossimità dell’abitato. Prima di accomiatarsi la donna affidò nelle mani del contadino una lettera pregandolo di consegnarla al vescovo e subito dopo si trasformò in statua. Al vescovo la donna chiedeva di essere prelevata e trasportata in cattedrale. Era la Madonna. La festa cominciava fin dalle prime ore del giorno con la processione dei pastori che percorreva strade e vicinati dei Sassi dietro la sacra effigie della Patrona. I pastori non potevano partecipare alla festa secondo i ritmi degli altri cittadini, greggi e armenti seguivano tempi diversi e alle prime ore del giorno fino a tardi dovevano essere menati sui pascoli. Ancora oggi i figli e i nipoti di quei pastori perpetuano la tradizione anche se non ci sono greggi da portare al pascolo. Appena terminata la processione dei pastori, entrano in scena i Cavalieri della Bruna. Indossano vesti sgargianti, elmi e corazze scintillanti, e montano cavalli bellissimi per scortare la Madonna durante il suo cammino per le strade della città. Si danno convegno nei pressi dell’abitazione del Generale da dove in corteo, accompagnati dalla squilla di un trombettiere, si dirigono alla volta della cattedrale per scortare Arcivescovo e Capitolo durante il trasporto delle statue della Madonna e del Bambinello alla volta della chiesa di Piccianello. Nel primo pomeriggio le statue vengono poste su un carro trionfale costruito da cartapestai locali e inizia il viaggio di ritorno della Madonna in cattedrale scortata dai Cavalieri e dalle autorità civili e religiose fra ali di folla plaudente. Il viaggio durerà molte ore e si concluderà a tarda sera con tre giri del carro sulla piazza della cattedrale dopo che le statue sono state riposte nel loro altare. Poi il carro inizia il suo ultimo viaggio verso la piazza centrale della città dove è assiepata una folla grandissima in attesa dell’ultimo atto della festa: lo sfascio del carro. Il carro infatti viene preso d’assalto da decine di persone che lo distruggono per accaparrarsene un pezzo che poi andrà a ornare case botteghe stalle con fini propiziatori. Non sempre lo sfascio avviene nella piazza centrale della città, il punto stabilito dove si raduna una immensa folla per assistere allo spettacolo. Molto spesso l’assalto comincia molto prima, e allora in piazza arriva solo lo scheletro del carro ormai distrutto.
 
DESCRIZIONE
MIS - Misure
MISU - Unità
MISA - Altezza
MISL - Larghezza
MISD - Diametro
MISS - Spessore
 
LR - LUOGO E DATA DELLA RIPRESA
LRC - LOCALIZZAZIONE
LRCR - Regione Basilicata
LRCP - Provincia MT
LRCC - Comune Matera
Indirizzo civico Via XX settembre
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DT - CRONOLOGIA
DTZ - CRONOLOGIA GENERICA
DTZG - Secolo XX sec.
CRONOLOGIA SPECIFICA
DTSI - Da 1975
DTSF - A 1985
MOTIVAZIONE CRONOLOGIA
Motivazione
Specifiche
 
DEFINIZIONE CULTURALE
AUF - AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
AUFN - Autore personale Domenico Notarangelo
Motivo attribuzione
Sigla per citazione
 
DATI TECNICI
Indicazione di colore BN
MTC - MATERIA E TECNICA
MTC - Materia e tecnica Basilicata
 
CONSERVAZIONE
STC - STATO DI CONSERVAZIONE
STCC - Stato di conservazione buono
 
CONDIZIONE GIURIDICA E VINCOLI
CONDIZIONE GIURIDICA
Indicazione generica
Proprietario Domenico Notarangelo
Indirizzo
 
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
GESTIONE IMMAGINI
Tipo hard disk
Identificazione di volume
Posizione
 
Tags
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